Le allergie alimentari oggi, con la diagnostica molecolare

REAZIONI AVVERSE AD ALIMENTI

reazioni-avverse-alimenti

EAACI Position Paper Food Allergy Subcommitee Allergy

Reazioni da intolleranza ai cibi
(non allergiche)

Farmacologiche

⦁ Glutamato monosodico (sindrome del ristorante cinese) (bruciore diffuso, cefalea, ansia, oppressione toracica)
⦁ Cibi rilascianti istamina
⦁ Amine vasoattive contenute nei cibi
⦁ Additivi dei cibi (asma, orticaria, cefalea)

Enzimatiche

⦁ Intolleranza al lattosio
⦁ Intolleranza all’alcool
⦁ Deficit di G6PD (favismo)

Allergia alimentare

⦁ Allergia IgE-mediata
⦁ Allergia non-IgE-mediata (morbo celiaco)

ALLERGENI ALIMENTARI

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PREVALENZA DELL’ALLERGIA ALIMENTARE

⦁ Le linee guida NIH del dicembre 2010 indicano che il 50 – 90% delle presunte allergie alimentari non vengono poi confermate come vere allergie.
⦁ L’Allergia Alimentare è spesso confusa con l’intolleranza.
⦁ Una precoce diagnosi comporta una miglior gestione del paziente.
⦁ Studi europei evidenziano:
⦁ Nei bambini una prevalenza di allergia compresa tra 0,3 e 7,5%
⦁ Negli adulti 1-2%

QUADRI CLINICI DELL’ALLERGIA ALIMENTARE

SINTOMI DELL’APPARATO DIGERENTE

⦁ Edema delle labbra e della lingua, afte
⦁ Nausea, vomito, spasmi esofagei, coliche, gastrite acuta, diarrea, meteorismo, ecc.

SINTOMI SISTEMICI

⦁ Cute: Orticaria, edema angioneurotico
⦁ Vie respiratorie: Rinite, asma bronchiale
⦁ Apparato cardiocircolatorio: Ipotensione arteriosa, shock anafilattico

Anafilassi da cibo

⦁ Il 50% delle anafilassi afferenti al DEA sono indotte da cibo (Clark, 2004)
⦁ Nei paesi anglosassoni: prevalenza di reazioni gravi ad arachidi e noci.
⦁ Nella Europa del Sud: prevalenza di reazioni gravi a frutta e verdura fresca.
⦁ Il 90% delle anafilassi mortali da cibo si verificano in pazienti con allergia alimentare nota (Bock, 2003).

VARIAZIONI GEOGRAFICHE DELL’ANAFILASSI DA ALIMENTI

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ITA: Asero R et al IAAI 2009; USA: Bock SA. JACI 2007 UK. Pumphrey R. JACI 2007; GER: Hompes S. PAI 2011

Studio relativo alla Anafilassi in Italia indotta da alimenti

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Gli allergeni nascosti possono causare reazioni anafilattiche

Alcuni esempi:

⦁ Arachidi: nel cioccolato, caramelle, pasticceria
⦁ Semi di soia: negli hamburgers, carne macinata
⦁ Noci: nei gelati, pasticceria, cioccolato
⦁ Uova: nella pasta, polpette

Normative EU

Gli alimenti qui indicati, se contenuti come ingredienti, devono essere dichiarati sull’etichetta: Latte; Uovo; Arachidi; Grano; Soia; Noci; Molluschi; Pesce; Sedano; Senape; Semi di sesamo; Solfiti.

La Diagnostica Molecolare nell’Allergia Alimentare

ImmunoCAP ISAC ®immunocap

Sistemi multiplex microarray

 

 

 

 

Diagnostica Molecolare nei pazienti poli-sensibili

Determinare la reale rilevanza clinica di un singolo allergene
Delineare un profilo di reattività individuale
Chiarire se positività multiple o (cross-reattività)

Valutazione del rischio verso allergeni alimentari

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Stabilità delle proteine

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Allergia Molecolare – Profiline

Panallergeni che mostrano grande omologia e cross-reattività anche con specie vegetali scarsamente correlate (tra pollini); (tra pollini e alimenti); Sono proteine citosoliche di 12-15 kDa contenute nelle cellule eucariote, raramente si associano a sintomi clinici di oculorinite.Positività nel 20-40% dei pz con pollinosi Bet v 2; (Marker)

Molecole omologhe nei Pollini: Coda di topo (Phl p 12); Assenzio (Art v 4); Ambrosia (Amb a 8); < omologia con: < Olivo (Ole e 2); < Parietaria (Par j 3); < Cipresso (Cup s 8).
Molecole omologhe negli Alimenti: Pesca (Pru p 4); Pera (Pyr c 4); Prugna (Pru d 4); Mela (Mal d 4); Melone (Cuc m 2); Ciliegia(Pru av 4); Banana (Mus a 1); Pomodoro (Lyc e 1); Peperone (Cap a 2); Sedano (Api g 4); Anguria (Cit la 2); Prezzemolo (Pet c 2); Patata (Sola t 8); Uva (Vit v 4); Ananas (Ana c 1); Nocciola (Cor a 2); Arachidi (Ara h 5); Fragola (Fra a 4); Soia (Gly m 3); Carota (Dau c 4).
Termolabile, gastrolabile, clinicamente in alcuni pazienti può indurre dopo assunzione di alimenti crudi e freschi (SOA).
Basta testare una proteina marker (Bet v 2) per diagnosticare o escludere la sensibilizzazione alle profiline.

Allergia Molecolare – PR-10

PR-10 – proteine con funzione biologica di trasportatori degli steroidi vegetali – Bet v1 (Marker)
molecole omologhe nei pollini: Ontano (Aln g1); Nocciolo (Cor a1); Carpino (Car b 1);
molecole omologhe negli alimenti: (termolabili e gastrolabili) possono indurre se ingerite (crude e fresche) reazioni locali (SOA): Mela (Mal d 1) (Marker); Pesca (Pru p 1); Pera (Pyr c 1); Ciliegia (Pru av 1); Prugna (Pru d 1); Albicocca (Pru ar 1); Arachide (Ara h 8); Castagna (Cas s 1); Kiwi (Act d 8); Fragola (Fra a 1); Lampone (Rub i 1); Pomodoro (Lyc e 4).
molecole omologhe negli alimenti: (stabili) (perché protette da fosfolipidi) possono provocare orticaria/angioedema e/o reazione sistemica: Sedano (Api g 1); Carota (Dau c 1); Nocciola (Cor a 1); Semi di soia (Gly m 4).
⦁ Durante la stagione di fioritura è stato documentato a livello della mucosa intestinale di soggetti allergici alla betulla, un aumento di eosinofili, mastociti e cellule dendritiche che si associano ad esofagite eosinofila e sintomi gastro-intestinali.
Utile testare le IgE verso i marker (Bet v 1) e (Mal d 1).

Allergia Molecolare – LTP

⦁ Lipid Transfer Protein (LTP) – Proteine di trasferimento lipidico, presenti in alimenti vegetali e pollini, resistenti al calore ed alla digestione, in grado di causare reazioni anche a cibi cotti.
⦁ Contenute sia:
⦁ nella buccia della frutta fresca (Rosacee), in particolare nella peluria, possono indurre sensibilizzazioni anche per via respiratoria o per contatto.
⦁ nella frutta secca.
Sono responsabili di sintomi sistemici e reazioni gravi, le Rosacee in prevalenza nel sud Europa (Italia e Spagna).

Esiste solo una LTP ?

Non basta essere sensibilizzato all’LTP per avere anticorpi contro TUTTE le LTP..!!!!

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LTP nella Famiglia delle Rosaceae

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LTP – Frutta e noci

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Markers e Molecole omologhe

Allergia alla nocciola

La nocciola rappresenta un’importante causa di allergia alimentare sia nei bambini che negli adulti.
La manifestazione dell’allergia alla nocciola è molto variabile presentando a volte sintomi lievi ma anche reazioni sistemiche.
La gravità della reazione è dipendente dal tipo di componente molecolare allergenica a cui il paziente è sensibilizzato.
L’iter diagnostico corretto per verificare la presenza di una sensibilizzazione verso la nocciola deve contenere sia:

PR-10 e profiline, che rappresentano le famiglie principalmente responsabili della SOA,
LTP e proteine di deposito, responsabili di reazioni più gravi.

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Allergia Molecolare a proteine di deposito

 

Caratteristiche:
⦁ allergeni estremamente stabili;
⦁ sensibilizzazione sia per via gastrointestinale che respiratoria;
⦁ resistenza alla pepsina e al calore;
⦁ Spesso associate a reazioni sistemiche.

Comprendono:
⦁ 2S Albumine
⦁ Superfamiglia delle cupine:
-Viciline (7S globuline)
-Legumine (11S globuline)

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Le proteine di deposito della frutta secca non sono affatto omogenee, quindi limitatamente cross-reattive

Mastoff L e coll. hanno valutato la presenza di co-sensibilizzazione e cross reattività all’arachide in 161 soggetti sensibilizzati alla nocciola.
Il risultato dello studio ha evidenziato che:
Le allergie alla nocciola e all’arachide possono coesistere. Non sono il risultato di una cross-reattività. La cross-reattività tra le proteine di deposito è molto limitata, dimostrata dagli Autori attraverso studi di “CAP-inibizione”.Il dosaggio di più proteine può dare chiare indicazioni diagnostiche. Cor a 14 e Ara h 2 sono i markers di gravità altamente specifici per nocciola e arachide rispettivamente. (Allergy  2014;70 (3): 265-74).
Hasegawa M e coll. dimostrano la cross reattività tra anacardo e pistacchio con studi di “CAP-inibizione”,evidenziando la necessità di considerare il rischio di entrambi le allergie nei soggetti allergici
all’anacardo (Allergology International 2009;58:209-215). Savvatianos S e coll. dimostrano che Ana o 3 è un eccellente marker sia per l’allergia all’anacardo che al pistacchio. I dati vengono presentati in modo analitico e molto esaustivo sia in forma di curve ROC che con sensibilità e specificità riportati in tabella (JACI 2015 in press).

Classificazione delle proteine del Grano

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Allergia molecolare – Grano

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Tri a 14 (LTP) del grano è il principale allergene respiratorio
dell’asma dei panettieri, (sensibilizzazione inalatoria); Nessun paziente con baker‘s asma, aveva sintomi da ingestione di grano. Cross reattività con LTP della pesca solo in alcuni pazienti.

Tri a 19 (ω 5 Gliadin)
Proteina di deposito e allergene maggiore del grano. Responsabile di gravi reazioni immediate o di fenomeni di anafilassi al grano indotti da esercizio fisico (entro 3 ore dall’ingestione). Si ipotizza che l’attivazione della transglutaminasi nella mucosa intestinale durante l’esercizio fisico, possa portare alla formazione di complessi (peptide-tTG) responsabili di reazioni anafilattiche.

Tali manifestazioni cliniche sono IgE mediate e non hanno alcun ruolo patogenetico nei confronti della malattia celiaca.

Allergia Molecolare – l’utilità clinica del dosaggio dell’omega 5 gliadin

Identificare pazienti a rischio di sviluppo di anafilassi al grano in
relazione all’esercizio. Identificare pazienti (bambini) a rischio di sviluppo di reazioni severe e immediate al grano.

Allergia Molecolare – Soia

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L’allergia alla soia può essere dovuta:
alla sensibilizzazione primaria alla soia: Gly m 5/6 ;
a cross reattività con pollini (Gly m 4) – (betulla correlati)(Pr -10); come omologia molecolare della vicillina e legumina delle arachidi rischio di reazioni severe.
Pazienti allergici a polline di betulla (Bet v 1) con positività a (Gly m 4) sono a rischio di reazioni sistemiche in determinate circostanze, (x.es.) se vengono assunte bevande alla soia durante la stagione pollinica in
combinazione con esercizio fisico.
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Allergia Molecolare – Kiwi

 

Act d 1 – (actinidina), marcatore genuino di sensibilizzazione al Kiwi.

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Allergia Molecolare – Latte

 

 

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Caseina (Bos d 8) (Marker) – il 90% dei bambini allergici sviluppano anticorpi IgE verso la caseina. Molecole omologhe con identità sequenziale del 90%: Capra (Cap h caseina); Pecora (Ovi a caseina S2);
Bufala (Bub b caseina). Rischio di reazioni gravi anche con latte cotto, normalmente non vi è sviluppo di tolleranza;
Alfa-lattoalbumina (Bos d 4); Beta-lattoglobulina (Bos d 5); Bovino-sieroalbumina (Bos d 6)
Essenzialmente reazioni moderate, tolleranza con latte cotto, sviluppo di tolleranza entro 4 anni.

Allergia Molecolare – la differenza nella diagnosi di allergia al latte

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Allergia Molecolare – Uovo

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Ovomucoide Gastro e termo-stabile
Ovoalbumina Utilizzata nei vaccini anti influenzali
⦁ Ovotransferrina (Conalbumina)
Lisozima Allergene nascosto. Costituisce il 3,5% delle componenti dell’albume. Frequentemente utilizzato nelle preparazioni alimentari come conservante e additivo (formaggi a pasta dura), per prevenire la formazione di colonie batteriche.
⦁ Il lisozima, rappresenta un rischio per i pazienti non essendo, di norma, segnalato adeguatamente tra gli ingredienti.

Allergia Molecolare – la differenza nella diagnosi di allergia all’uovo

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Allergia Molecolare – Pesce

Carpa (Cyp c 1) (Marker) – le parvalbumine sono (C.B.P.) molto stabili.
La parvalbumina purificata della carpa reagisce con le IgE specifiche di più del 95% di soggetti allergici al pesce e contiene l’83% degli epitopi presenti in altre specie di pesci.
Molecole omologhe sono presenti nel:
⦁ Merluzzo (Gad c 1); Merlano nero o (merluzzo nero) (The c 1); Tonno (Thu a 1 ); Salmone (Sal s 1); Aringa (Clu h 1); Anguilla (Ang j 1); Pagello (Evy j 1) Rombo (Lep w 1); Sardina (Sar sa 1); Pesce persico (Seb m 1); Maccarello o sgombro (Sco s 1); Pesce spada (Xip g 1); Rana (Ran e 1).

Allergia Molecolare – Crostacei Tropomiosina

Gamberi, aragosta, granchi, lumaca, molluschi, (Pen a 1) Tropomiosina(Marker) Riconosciuto da + dell’ 80% degli allergici.
Stabile al calore e alla digestione, elevato è rischio di reazioni sistemiche. E’ omologo della Tropomiosina dell’acaro D.P. (Der p 10).

 

Cross-reactive Carbohydrate Determinants (CCDs)

Tutti i prodotti naturali contengono un elevato numero di proteine differenti alcune di queste sono glicoproteine
⦁ Tra le glicoproteine alcune sono allergeni noti
Tra gli epitopi di questi allergeni alcuni sono formati da catene di carboidrati
⦁ Tra questi glico epitopi alcuni sono inclini a cross reagire con catene di glicani presenti in altri allergeni, e a comportarsi come i CCD
Se i CCD abbiano o meno un ruolo clinico non è chiaro

Quando testare le IgE CCD-specifiche?

Eseguire un test per CCD (MUXF3) risulta utile quando i risultati dei
tests in vitro non concordano con il profilo clinico (sintomi, SPT),
specialmente nelle seguenti situazioni:
⦁ sensibilizzazione ad alimenti di origine vegetale, soprattutto verdura e frutta, ma anche semi come arachidi;
sensibilizzazione al lattice in pazienti allergici a pollini senza fattore di rischio occupazionale;
⦁ in soggetti risultati positivi per veleno di imenotteri, o in soggetti allergici ai veleni e risultati positivi per pollini.

Allergia Molecolare alimenti: come procedere nella pratica clinica

Identificazione delle fonti allergeniche responsabili della sensibilizzazione
Storia clinica
Esecuzione dei SPT per singoli allergeni con alimenti commerciali e/o freschi
Se non si è in grado di individuare quali sono gli allergeni coinvolti nella
sensibilizzazione del paziente
IgE specifiche per molecole allergeniche
⦁ Perché fare una indagine molecolare?
Ottenere una miglior valutazione diagnostica
Capire se il paziente è affetto da allergia alimentare vera o cross
reattiva
Capire la natura dell’allergia alimentare (co-sensibilizzazione o
co-riconoscimento)
C) Valutazione del rischio di pericolosità
In base alla gastro-termolabilità e/o gastro-termostabilità del singolo
allergene
⦁ Indicazioni dietetiche personalizzate sul profilo di rischio del paziente.

AM il razionale: Chi, Perchè e Quale vantaggio

⦁ Chi testare?
⦁ Pazienti con estratto allergenico completo positivo
⦁ Paziente da sottoporre a challenge
⦁ Pazienti in follow up prima della reintroduzione dell’alimento
⦁ Perchè testare con AM?
⦁ Fare una diagnosi differenziale
⦁ Evitare numerosi challenges orali
⦁ Formulare prognosi sulla severità della reazione
⦁ Quale vantaggio l’AM comporta al clinico?
⦁ Dare chiare indicazioni dietologiche
⦁ Evitare inutili restrizioni alimentari
⦁ Fornire indicazioni prognostiche
⦁ Controllo farmacologico